ABILI PERCHE' DISABILI

La loro diversità li rende geniali e unici

Sono tanti i genitori che rimangono perplessi quando accompagnano i loro figli diversamente abili in parrocchia e domandano di poterli inserire in un gruppo di ragazzi per il normale Cammino di Iniziazione Cristiana. Ad una prima e apparente buona accoglienza, segue una molteplicità di obiezioni che si possono formulare con alcune frasi – slogan:

- “Signora, suo figlio non capisce niente. Lo ammettiamo ugualmente a fare la prima comunione.

    In gruppo però non   può stare perché disturba. In questo modo gli altri ragazzi non riescono a svolgere il 

    programma”.

- “Posso portarlo alla messa?”

- “Ha visto come è irrequieto, come ogni tanto urla! E poi la gente si lamenta non riesce a raccogliersi nella 

    preghiera”.

In questo modo abbiamo tolto alla parrocchia un “problema”. Così ci sembra. In realtà abbiamo praticato una discriminazione ingiustificata, ingiusta, sicuramente non evangelica.

Esistono ormai in diverse parti esperienze molto belle, costruttive, accolte da comunità mature e aperte al problema (che non è un problema anzi … …), delle diversità. Non vogliamo spendere parole che sembrano strumentalizzare il Vangelo. Ma Gesù avrebbe dato quelle risposte? Avrebbe assunto gli atteggiamenti che nascondono? La Parola di Dio ci regala tanti esempi di persone con disabilità alle quali Dio affida compiti di primaria importanza. Sbaglia Dio o sbagliamo noi? E se entrassimo di più nell’idea e nella mentalità che le DIVERSITA' sono arricchimenti spesso sconosciuti, destinati al bene di tutta la Comunità?

Pensiamo per un momento. Sappiamo usare il tatto con l’abilità dei non vedenti? Sappiamo leggere il linguaggio labiale con la perspicacia dei non udenti? Sappiamo esprimerci con i segni (linguaggio LIS) come i muti? Alla luce di queste domande dobbiamo mettere in discussione il significato di DISABILITA’. Stiamo comprendendo che si tratta di modi diversi per essere ABILI.

E’ chiaro che deve esistere una comunità. E’ chiaro che occorre sensibilizzare i ragazzi perché accolgano questi amici nel gruppo. Soprattutto è chiaro che la famiglia dei ragazzi con disabilità deve diventare protagonista accolta, amata e non compatita e ritenuta fastidiosamente inopportuna.

Ci vuole poi la preparazione degli animatori, educatori, catechisti. Non possiamo nascondere la nostra impreparazione e la nostra indisponibilità mettendo in primo piano, e con toni drammatici, le difficoltà.

E’ tutto chiaro? Credo di si! E’ tutto facile? Credo di no! Allora a morte i ragazzi con disabilità? Ostracismo, scarto? Ricordiamoci che se avviene questo il primo a battere in ritirata è Gesù stesso. Noi ci accontenteremo di fare catechesi e di celebrare Eucarestie per ragazzi secondo noi belli, ben riusciti, ma che non vedono l’ora di scappare dalle nostre chiese.  

Cosa ne dite se andiamo a scuola?

Esistono strumenti già sperimentati, per facilitare la Comunicazione tra ragazzi con disabilità e il contesto sociale (comunità, gruppo … …) nel quale sono inseriti.

Vogliamo offrire qualche idea fondamentale. Sarà utile a coloro che, dopo aver letto, non si ritengono subito esperti. Queste persone hanno la disabilità della presunzione, spesso inguaribile. Traete voi le conclusioni.

Quanto troverete di seguito è un primo accostamento al metodo che richiede la disponibilità, unita alla prontezza, per un approfondimento da maturare insieme.

Questo percorso è quindi destinato agli animatori, catechisti, educatori che intendono fare gruppo insieme e, accompagnati da una persona esperta, intendono iniziare uno studio personale e di gruppo, con i dovuti esercizi di apprendimento.

Se guarderemo gli esempi e le indicazioni teoriche e pratiche che seguono capiremo subito quale sarà il percorso. Noi ribadiamo la regola indispensabile per iniziare: “Sii umile. Ritieniti ignorante. Chiedi il dono della passione. Accetta di camminare con gli altri. Inizia ad amare dentro di te i ragazzi che servirai. Entra nella consapevolezza che devi collaborare con i genitori, i quali, sulla loro pelle, sperimentano la fatica ma nel loro cuore toccano con mano ogni giorno i miracoli dell’amore. Ritieniti un po’ disabile se vuoi essere abile”.   

LA BIBBIA LIBRO STUPENDO SULLA DIVERSITA'

Dio sceglie coloro che non sono, per confondere quelle che sono.

Sceglie chi non è sapiente, per confondere chi è sapiente.

Si fida degli stolti davanti al mondo,

per riportare alla realtà  quelli che si credono padroni del mondo (chiunque essi siano).

UFFICIO PER L'EVANGELIZZAZIONE E LA CATECHESI

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© 2017  Don Mario Simula

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