Perchè esiste un ufficio? Per occupare un prete? Per avere una stanza a disposizione? Niente di tutto questo. Un ufficio rende un servizio osservando la realtà che lo circonda. Un ufficio Diocesano si mette a disposizione della missione della Chiesa col desiderio di facilitare la trasmissione del progetto di Dio.

L'Ufficio Catechistico Diocesano trasmette la "Gioia del Vangelo" . Ci riesce:

- avvicinando tutte le realtà parrocchiali

-offrendo proposte formative di qualità

- garantendo strumenti e metodi

- favorendo il dialogo di rete

- indicando percorsi di crescita nella fede verificandone la realizzazione.

Un obbiettivo così alto e complesso richiede un lavoro di insieme, una convergenza di ideali, la scelta della medesima crescita nella conoscenza, nell'amore nella sequela di Cristo.

Lo scopo che ci prefiggiamo insieme è "Incontrare Gesù". Soltanto l'esperienza del " VENITE E VEDRETE" alimenta il desiderio di questo incontro.

Un'esperienza così intensa e permanente non ha un inizio e una fine. Si lascia, piuttosto condurre dalla certezza che "Cristiani non si nasce ma si diventa".

La proposta di fede si rivolge quindi:

  • alla Formazione dei Catechisti, attraverso  Incontri di Scuola Formazione 2.0  che inizieranno nel mese di Ottobre. Incontri, formazione e Workshop finalizzati a proporre nuove tecniche e metodologie ;

  • alla Catechesi degli Adulti, mai arrivati ma sempre in cammino come Testimoni autorevoli della fede;

  • alla Catechesi pre e post battesimale, capace di coinvolgere direttamente i genitori e la famiglia nel suo insieme, non esclusi i padrini e le madrine,

  • alla Catechesi Catecumenale per coloro che richiedono i Sacramenti in età adulta;

  • alla Catechesi per l'Iniziazione Cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, ritmata da momenti di particolare grazia rappresentati dalla messa di Prima Comunione e dalla Confermazione.

L’Ufficio Catechistico rassomiglia alla " FONTANA DEL VILLAGGIO" che oltre ad offrire la sostanza della fede mette a disposizione sussidi, DVD, album, guide, riviste di settore, giochi, preghiere e celebrazioni, ecc. per la consultazione o il prestito. Fornisce ai catechisti, di tutte le parrocchie, proposte e sussidi per i tempi liturgici di Avvento e Quaresima per orientare il cammino delle diverse comunità, ferma restando la creatività personale dei singoli e dei gruppi.

Direttore: Don Mario Simula

L’ufficio è aperto il martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 10.30 alle ore 12

Via Arcivescovado, 19 - 07100 Sassari - tel. 070.20.21.810 -

mail: ufficiodiocesanocatechisticoss@gmail.com

LIBRI DI DON MARIO SIMULA

PROGETTO CATECHISTICO DIOCESANO

ANNO PASTORALE 2019/2020

SABATO 16 OTTOBRE 2020

SCUOLA DIOCESANA FORMAZIONE ANNO 2019/20

PER ANIMATORI, CATECHISTI, EDUCATORI

SECONDO INCONTRO DAL TITOLO

"I NOSTRI RAGAZZI CHI SONO?"

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I nostri ragazzi chi sono?
NEWS
DALL'UFFICIO CATECHISTICO
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2 Incontro di Formazione on-line

per Catechisti Parrocchiali

Relatore : don Mario Simula

I ragazzi che incontriamo chi sono?

Sono capitato, per caso, in mezzo al gruppo dei ragazzini, prima che iniziassero l’incontro di gruppo. Credevo che immediatamente avrebbero fatto silenzio, per soggezione. Manco per idea. Stavano raccontando divertiti le ultime avventure a scuola. Quelle della mattina. Chi aveva copiato il compito, chi aveva “assoggettato” il compagno bonaccione alla fine delle lezioni, chi aveva immortalato nel cellulare e di nascosto la  compagna, che tende sempre a mettersi in mostra e sghignazzava, facendo vedere la scena agli altri. Non vi dico i commenti! La cosa che mi sorprendeva era che non provavano disagio nel raccontare e nel fare tutto questo e molto altro. Una mattinata davvero vivace, a quello che capivo.

Ragazzi, io sto entrando. E’ già ora. Uffa,  questo gruppo. E’ una paranoia. Fra poco sentiremo quella brutta catechista iniziare come al solito. Prendete a pagina 21. Antonello, leggi. E così via.

Non esiste un corso acceleratissimo di catechismo? Lo frequentiamo. Riceviamo la comunione e la cresima e poi …  chi si è visto si è visto!

Adesso si possono comprendere le lamentele delle catechiste! Adesso è chiaro perché non vogliono continuare ad offrire il loro servizio! Adesso conosciamo il motivo perché, quando fanno gruppo, sono tra il disperato e l’isterico! Hanno ragione.

Sì, hanno proprio ragione. Mah! C’è un mah enorme che dobbiamo tenere davanti agli occhi.

Mah! I Catechisti e le catechiste sanno chi sono i ragazzi? Capiscono i ragazzi? Si immedesimano nella loro realtà, nella loro solitudine, nei loro problemi attentamente occultati. Tanto …. !

Dobbiamo entrare dentro i loro cellulari per capirli? Dobbiamo vedere i piccoli spezzoni di youtube?

Più semplicemente dobbiamo entrare nel nostro cuore e domandarci se è un cuore nuovo o vecchio. Se è un cuore ripetitivo o alla ricerca. Se è un cuore che non batte oppure sa amare.

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ANDIAMO CON GIOIA INCONTRO AL SIGNORE

A tutti i giovani di buona volontà che si sono lasciati raggiungere dal fascino di Gesù.

A tutti gli adulti che in questa stagione della loro vita, vorrebbero dire: “Gesù, ti abbiamo scelto, per non precipitare nel non senso; per vivere, invece, una vita ad alta tensione, una vita riccamente umana, una vita irradiata dalla tua Presenza”.

A tutti coloro che della ricerca di Gesù e di Dio fanno una ragione continua per vivere, anche se spesso non raggiungono il traguardo.

Ai gruppi e alle persone giovani e adulte che non dimenticano mai di essere state generate dal grembo della Comunità alla fede.

Ai preti, guide forse provate dal lavoro e dalla fatica, ma che continuano ad alimentare nel loro desiderio e nella loro testimonianza, il bisogno di vivere e di annunciare la Bella notizia del Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo.

A tutti voi, a tutti noi questo piccolo e intenso strumento di viaggio per l’Avvento in attesa della venuta del Signore.

E’ utile per la riflessione personale.

E’ utile per una verifica autentica.

E’ utile per il confronto nella fede all’interno dei gruppi.

Non ha pretese, se non quella di rendere un servizio. Non rivendica successo, se non quello di essere utile ed efficace per qualcuno. Anche uno solo.

Grazie a coloro che lo tengono in considerazione prendendolo in mano e sfogliandolo.

Grazie a coloro che fanno il passo successivo di leggerlo.

Grazie a coloro che, senza giudicarlo, lo valorizzano per la loro vita.

Lo abbiamo scritto pensando soltanto a noi stessi che, più di tutti gli altri, sentiamo la lontananza da Gesù e il desiderio cocente di sentirlo nuovamente vicino a tutta la nostra vita.

 

Buon cammino di Avvento!

Don Mario Simula

Direttore dell’Ufficio Catechistico

della Diocesi di Sassari

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PER CAMMINARE AD OCCHI APERTI E SVEGLI

 

Ogni anno l’esperienza della Chiesa, madre che genera alla fede, inizia col tempo forte dell’Avvento.

“Forte” perché intenso, di grande impegno e di gioia schietta. Non possiamo essere disattenti a Gesù che viene. Non possiamo evitare una preparazione accurata per accoglierlo.

La sua venuta non è una commemorazione semplicemente cronologica.

E’ un memoriale. E’ un’esperienza vera e significativa ed efficace che si attua e si compie nella nostra vita personale e in quella della Comunità dei credenti.

Per favorire un cammino incisivo, l’Ufficio Catechistico Diocesano fa una proposta semplice, avventurosa e accessibile per i fanciulli e i ragazzi. Ci rivolgiamo ai fanciulli di 6-7 anni; di

8-9 anni; ai ragazzi di 10-11 e 12 anni.

Itinerari differenziati negli strumenti di animazione, ma simili nei contenuti di fede e di vita da  sperimentare, per quattro settimane, sino alla solennità della Natività del Signore.

E’ un’indicazione semplice e accessibile per catechisti che hanno entusiasmo per il Vangelo e amore per i ragazzi affidati alla loro azione educativa alla fede, e per fanciulli e i ragazzi  che vivono da protagonisti l’esperienza della fede.

Occorre seguire i suggerimenti offerti con sostanziale fedeltà, lasciando sempre spazio alla creatività per quanto riguarda dettagli e attualizzazioni.

Lo mettiamo nelle mani di tutti, nella speranza che sia un prezioso contributo per un lavoro unitario e per una bella e interessante avventura verso Betlemme, verso Gesù che nasce.

 

Buon cammino di Avvento!

Don Mario Simula

Direttore dell’Ufficio Catechistico

della Diocesi di Sassari

Dal Vangelo secondo Luca 21,5-19

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Parola del Signore

Camminiamo a passi veloci verso la conclusione grandiosa dell’anno liturgico. Sempre di più si staglia davanti ai nostri occhi la grandezza di Dio, la sua maestà, la sua bellezza, lo splendore della sua giustizia. Una giustizia che confina con l’amore. Dio, anche quando stigmatizza l’ingiustizia dei perversi e dei superbi, non è vendicativo. Dio non è dispettoso. Dio è giusto. Il male che ci circonda, si spiega chiaramente con le parole di Gesù: un albero buono dà frutti buoni, un albero cattivo dà frutti cattivi. I disastri dell’ingiustizia e quelli compiuti dall’uomo perverso, sono scolpiti tragicamente nella natura, nel cuore dell’uomo indurito e ingiusto, nell’odio che allontana e crea fossati. Dio è sempre misericordioso e perdona. Siamo noi che non perdoniamo e non abbiamo le viscere amorose di Dio.

Pensando che lui ritornerà a ricomporre l’unità dell’universo, dobbiamo domandargli la sua pazienza, la sua benevolenza, la sua tenerezza.

C’è una forma di giustizia quotidiana che consiste nel valorizzare appieno le proprie capacità, dando dignità alla vita. Paolo, riflettendo sulla sua esistenza, scrive ai cristiani di Tessalonica: “Prendetemi come modello. Io ho mangiato il pane che ho lavorato con il sudore della mia fronte, faticando giorno e notte, per non essere di peso ad alcuno di voi. Lavorando ho acquistato il diritto al giusto nutrimento. Stia attento chi sfrutta le situazioni per vivere una vita disordinata, senza fare nulla e sempre in agitazione.  Questa persona non sta camminando verso il Regno di Dio, sta continuando a praticare uno stile di vita ingiusto, pigro, disdicevole. Io vi ho dato un altro esempio”.

Paolo, incarnando la sua umanità autentica nella vita feriale, diventa modello dell’uomo che appartiene al futuro di Dio, al suo regno.

Anche Gesù ci mette sull’avviso riguardo ai tempi futuri e ci chiede di vigilare in attesa di Dio che viene. Parla di guerre e di rivoluzioni. Tutte esperienze che ci terrorizzano.

Gesù sembra guardare questa realtà con distacco. Si tratta di segni.

Al Maestro sta a cuore ogni perseguitato per il suo nome. A lui promette forza, incoraggiamento, sostegno.

Prima che avvenga il sommovimento della creazione e del mondo, ci sarà la persecuzione. I credenti sperimenteranno ogni violenza, ogni giudizio infame, la prigione, il disprezzo.

Sapranno accogliere la prova per il nome di Gesù. Per un amore più grande. Per un premio che non si corrompe. Per il bisogno di somigliare, nella maniera più fedele, al Signore.

Gesù lo sottolinea: “Quando vi perseguiteranno si apre davanti a voi l’occasione favorevole per dare testimonianza”. Lo dice sottintendendo che quella testimonianza è un vanto, una ricchezza, un dono di grazia, un dono dello spirito.

Quando questa certezza si consolida nel nostro cuore, non abbiamo più bisogno di preparare autodifese. Gesù stesso ci darà parola e sapienza, così sovrabbondanti e irresistibili, che gli avversari non potranno in alcun modo controbattere.

Le persecuzioni più diverse, alle quali è esposto il credente fedele, colui che ha dato se stesso per il Signore, sono occasione di gioia, sono il distintivo della sua appartenenza a Gesù.

Potranno essere anche i più vicini a tradirci e a ucciderci e a odiarci a causa del Suo nome. Non dobbiamo avere mai paura. Qualsiasi cosa avvenga, anche nelle relazioni più feriali e quotidiane, Gesù ci rassicura: “ Nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto”. La nostra certezza è questa: ogni atomo della nostra persona è curato da Dio. Dio non permette che venga deturpato da alcuna violenza perché, anche la parte più piccola di noi, è cara al Signore ed è posta sotto la bontà del suo amore.

A noi, però, Gesù affida un compito legato alla fedeltà. Ci chiede di essere perseveranti. Avremo momenti di smarrimento, momenti di paura, tentazioni che ci possono portare a tornare indietro. Noi siamo chiamati alla perseveranza. A guardare avanti. A non avere ripensamenti.

Soltanto la perseveranza può salvare la nostra vita.

Di che cosa dobbiamo avere paura?  La fedeltà al Signore è la nostra incrollabile certezza.

 

Gesù ho cercato nella mia vita di rispondere alle tue chiamate. Sono state tante, impegnative, a seconda della mia età. Quando ero giovane rispondevo con l’entusiasmo e con il fuoco interiore. Da adulto, ho cercato di guardare in faccia la vita e di aderire alle sue domande, alle sue prove, alle sue fatiche, alle sue gioie. Da persona che si avvia verso l’età matura, la mia risposta è un atto di abbandono in Te. Non trovo altri modi per dirti: “Ti amo”. Non posso però nascondere che nella mia vita, sempre, ho toccato con mano anche le persecuzioni. Sono riuscito a dar loro un nome: incomprensioni, disattenzione alle intuizioni che mi sembravano buone e che per altri non erano interessanti. I giudizi, spesso gratuiti, fondati sulla facilità delle parole vuote. Le invidie che mi hanno fatto soffrire più delle scudisciate. Gli attentati alla mia persona secondo me immotivati. Gesù, ho conosciuto queste persecuzioni. Tante volte mi sono ribellato. Ho gridato. Mi sono chiuso nel mio silenzio, indispettito. Forse sono fuggito. Oggi, Gesù, capisco che non devo avere più paura di nulla ma semplicemente contare sulla tua parola, sulla tua sapienza. Oggi Gesù, capisco che devo scegliere la mitezza e l’umiltà del tuo cuore. Oggi, Gesù, capisco che qualunque attentato venga studiato contro la mia persona, nemmeno un capello del mio capo andrà perduto. Sai, Gesù, che tante volte faccio fatica a credere a queste tue promesse? Mi viene voglia di rinchiudermi nel mio bunker, di vendicarmi, privando gli altri, dei doni che tu mi hai fatto pensando ad essi. Gesù, provo vergogna a dirtelo, ma qualche volta ho urlato anche contro di te. Sicuramente con amore. Sicuramente con fiducia; però ho gridato contro di te chiedendoti il perché di tante prove e di tante sofferenze. Tu mi hai sempre guardato , e anche oggi mi guardi con la stessa passione con lo stesso amore col quale hai guardato il giovane che ti chiedeva di seguirti, esitando. Gesù, fissa intensamente il tuo sguardo su di me e amami come sai amare tu. Forse perderò tutto di me stesso, della mia integrità fisica, della  lucidità mentale, della mia capacità di amare. Una cosa sola rimane indistruttibile: il tuo amore per me. Quell’amore che nella mia giovinezza è stato la mia attrazione. Quell’amore che è stato, di volta in volta, la tua risposta, quell’amore che anche oggi versi a piene mani e con generosità nel mio cuore che rischia di essere stanco. Gesù, sarà stanco il mio cuore ma vuole perseverare perché non perda mai la vita di comunione che mi lega strettamente a te.

Commento offerto da

Don Mario Simula

Direttore

dell'Uffico per la Catechesi e l'Evangelizzazione

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